Prima iniziarono con gli immigrati…

Prima iniziarono con gli immigrati… di  Enzo Acerenza Scarica qui articolo in pdf. Cosa sta succedendo? Possiamo ancora stare con le mani in mano? Se un Ministro degli interni può...

Prima iniziarono con gli immigrati…

di 

Enzo Acerenza

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Cosa sta succedendo? Possiamo ancora stare con le mani in mano?

Se un Ministro degli interni può mandare una circolare di 21 pagine per imporre la deportazione di emigranti da un paese all’altro, perché di questo si tratta, è scritto infatti che devono essere allontanati da Riace. Se due sindaci gretti ed ottusi possono buttare fuori dalle mense scolastiche i figli degli emigranti perché non riescono a dimostrare di non possedere nulla nei paesi d’origine e in Italia sono operai e disoccupati che non possono pagare il massimo della retta, se questo succede siamo ad un punto in cui dobbiamo fermarci e chiederci cosa sta succedendo.

Il ciarlatano Salvini, senza vergogna, sostiene l’azione di questi sindaci e, fra le tante cose, butta fango sulle manifestazioni degli studenti rispolverando il vecchio armamentario “sessantottini, gentaglia dei centri sociali …” e fa questo con il silenzio assenso di tutto il governo, con Di Maio che fa finta di niente e libera qualche suo scagnozzo a tentare di distinguersi per salvare le apparenze. Il compito questa volta è spettato a Fico che Salvini ha sbeffeggiato ampiamente.

Ma Salvini è il Ministro dell’interno, ha il controllo di polizia e carabinieri, della forza pubblica. E’ lui che comanda. Un emigrato viene ammanettato come un cane, al cerchione della macchina della polizia ed il problema è se ha aggredito un poliziotto o no. Sta succedendo che la società ha perso i paraventi, le buone rappresentazioni di se stessa, si fa strada senza fronzoli, apertamente il diritto del più forte, la dittatura di chi ha in mano il potere. I decreti legge, le norme, vengono proposte dal governo ed approvate dalla maggioranza parlamentare, in modo da poter legalmente perseguitare gli emigranti, i neri, i poveri che il sistema ha spinto ai margini della società. Galera per chi senza casa ne occupa una, espulsione immediata per chi viene trovato senza documenti. Si comincia con gli emigranti ma l’obiettivo è più generale, colpire chi non sta alle regole del loro gioco. Si condannano ad anni di galera i NO TAV, per una protesta degna di questo nome, ma guarda caso i responsabili del crollo del ponte di Genova devono ancora essere individuati. Non finiranno mai in galera.

La questione che impressiona di più è che la parte della società dei diritti uguali per tutti, del rifiuto di ogni discriminazione, dell’antifascismo istituzionale sta di fatto a guardare, pronuncia a malapena qualche dissenso che non approda a nulla. Si manifesta in tutta evidenza il fatto, che la società “buona” non ha nessun strumento per fermare ciò che oggi è solo in nuce ma che può avere sviluppi imprevedibili: deportazioni mascherate da trasferimenti volontari, campi di concentramento mascherati da centri per l’identificazione, bastonate e torture poliziesche giustificate dalla necessità di garantire la sicurezza dei cittadini in giacca e cravatta. Abbiamo già visto un processo del genere negli anni ’20, già allora la vecchie forze politiche democratiche non impedirono al fascismo ed al nazismo di affermarsi, erano usciti dal loro stesso seno e furono esse a spianargli la strada. Con che coraggio oggi si ripete il solito ritornello “mai più, non dimenticare …” quando si assiste all’azione reazionaria del governo Salvini – DiMaio senza sollevare nessuna opposizione di massa, senza chiamare a manifestare in ogni modo possibile la propria rabbia contro questa banda che ha conquistato il governo. La vecchia e stanca opposizione politica è una nullità e si capisce subito, fu Minniti del PD a collaborare a tenere prigionieri i migranti nei campi di concentramento libici, furono localmente i sindaci del PD a scimmiottare i sindaci leghisti nel chiedere più sicurezza contro gli stranieri. Non sono più credibili, sono stati quelli della libertà di licenziamento ed è quanto basta.

Per uscire da questa situazione è necessario che emerga una nuova forza sociale, composta da coloro che si ammazzano letteralmente di lavoro nelle fabbriche e nei cantieri, che vivono con salari da fame, che passano dalla miseria relativa a quella assoluta in un batter di carte nei consigli di amministrazione. Una nuova forza sociale che va dai campi di pomodori del meridione, agli addetti agli altiforni avvelenati, alle catene di montaggio e distribuzione dove si consumano ogni minuto del giorno e della notte. Una nuova forza sociale nera e bianca che si rende conto che la solidarietà fra poveri sfruttati è l’unica possibilità di resistere oggi e rovesciare prima possibile un governo pericoloso come quello di Salvini e Di Maio. Ma sia ben inteso non per tornare indietro, ad un governo dei vecchi borghesi cotti e stracotti, ai seguaci di Berlusconi o Renzi, ma per superarli tutti. La piccola borghesia andata al governo non tocca gli interessi dei grandi padroni, si garantisce i suoi piccoli privilegi con condoni e riduzione delle tasse, fa una guerra spietata ai veri poveri, abbandona gli operai alle necessità dell’impresa. Dopo di loro e contro di loro c’è solo la rivoluzione della nuova classe sociale che va maturando nell’economia della società ma che ancora non si esprime politicamente. Un partito indipendente è lo strumento necessario.

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